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sabato 16 marzo 2013

Linea Breton Smart-Cut OPTIMA fresa a ponte


Buongiorno a tutti
Forse mi conoscete già. Sono la fresa a ponte Breton Smart-Cut S/NC 550 OPTIMA.
Oggi Sergio non c'è, sta discutendo con l'operatore che mi segue sulle ultime novità del software che mi hanno installato di recente. Di questo vi racconterà lui meglio in una prossima occasione.
Come potete vedere mi arrangio a fare tutto o quasi da sola.

All'opera allora!
1 - la lastra me l'hanno posizionata sulla rulliera basculante e se ne sono andati.
2 -ora abbasso la lastra per farla entrare in linea
3 - qui la devo fotografare: CHEESE
 

4 -ecco che sta per entrare sul mio banco
5 - ora è il mio turno. Inizio a tagliare.
6 -sono brava sapete, dopo il taglio sposto pure i pezzi
7 - e precisa. In Breton mi hanno programmato per bene.
8 - posso sollevare e spostare fino a 400 kg sapete.
9 - ecco fatto, ho ridotto la lastra in pezzi come ordinatomi.
10 -i pezzi stanno uscendo
11 - e sono pronti per essere scaricati
Non sono male come fresa a ponte, vero?
Come dice qualcun altro, è tutto per oggi.

Ah, dimenticavo, se volete più INFO o conoscere il prezzo, scrivete a mail@breton.it
Vi risponderemo prestissimo.
Bye-bye
SNC550OPTIMA

martedì 12 marzo 2013

Waterjet CLASSICA con testa di taglio a 5 assi

Buongiorno a tutti,
oggi vi voglio parlare ancora di macchine Waterjet.
Qui sotto trovate 2 video che mostrano le potenzialità della Waterjet CLASSICA con testa a 5 assi.
E' strabiliante come riesce a lavorare su superfici curve!

Si tratta della lavorazione di 2 pezzi che formano un lampadario in marmo. 
La testa di taglio Waterjet a 5 assi interpolati segue perfettamente la superficie del pezzo da lavorare disponendo di una rotazione pari a 450° sull'asse C e un'inclinazione di ±69° sull'asse A.



WATERJET CLASSICA
Tagliatrice a getto d’acqua a controllo numerico per tagliare marmo, granito e pietra composita.
Dettagli
- La precisione dei movimenti di ciascuna macchina è testata e verificata a mezzo di laser e test ball bar Renishaw. 
- Le pareti della vasca sono in acciaio inossidabile, mentre il fondo è in acciaio con spessore 8 mm.
- I movimenti degli assi sono ottenuti per mezzo di pignoni e cremagliere temprati elicoidali (ALPHA WITTESTEIN, Germania) e guide lineari con cuscinetti precaricati (Bosch Rexroth)



Accessori
- Opzionale è il sistema I.T.C.™ che corregge la naturale conicità del taglio compensando mediante il Controllo Numerico l’inclinazione del getto d’acqua ad alta pressione. Il sistema I.T.C.™ assicura la realizzazione di pezzi di alta qualità. Utilizzando la compensazione del sistema I.T.C.™ il getto viene diretto anche contro la direzione di avanzamento allo scopo di ridurre il così detto “effetto coda”, riducendo così le rampe di accelerazione e decelerazione in prossimità degli angoli e ottenendo un ciclo taglio più veloce ed economico. 
Opzionale è la pompa KMT Streamline PRO 2-60-ISO con pressione massima di 6200 bar, in alternativa alla KMT Streamline da 4130 bar. Con 6200 bar a parità di condizioni la velocità di taglio aumenta di molto ed il costo di taglio al metro lineare si riduce.

- Testa a 5 assi interpolati per l’esecuzione dei tagli inclinati, necessario per esempio per il taglio delle velette a 45°.
Asse C con rotazione di 450° e asse A con inclinazione di +/- 69°. Il dispositivo può essere equipaggiato con la funzione ITC per la compensazione automatica continua della conicità del getto e rotazione continua.

 La Waterjet CLASSICA è disponibile in 3 modelli:

Modello
Corse utili di lavoro (mm)
CLASSICA CL 510
3.400x1.600x180
CLASSICA CL 610
3.400x2.000x180
CLASSICA CL 612
4.000x2.000x180
 Per oggi è tutto.
Per ulteriori INFO cliccate qui.
By-by
Sergio Prior 

lunedì 4 marzo 2013

NUOVA Breton Combicut DJ/NC a 3 e 5 assi



Breton COMBICUT DJ/NC
Nuovo centro di taglio Breton a controllo numerico, dotato di mandrino per disco diamantato girevole attorno al suo asse, con inclinazione del disco motorizzata da 0 a 90° e di testa Waterjet, a 3 o 5 assi.
(Combicut 5 assi)
COMBICUT combina ed alterna secondo programma e/o a piacere il taglio a disco diamantato con il taglio a Waterjet, consentendo così di ottimizzare i tagli e minimizzare gli scarti di materiale, senza mai dover movimentare la lastra o i pezzi, con possibilità di eseguire tagli rettilinei e curvilinei complessi.
La consolle comandi è montata su una struttura pensile facile da manovrare e che può essere anche portata all’interno della zona di lavoro.
Conforme alle norme antinfortunistiche CE, e alle normative nord americane UL/CSA (opzionale).

Disponibile anche nella versione senza fondazioni
Nella versione base le spalle sono realizzate in cemento a cura del compratore. Su richiesta (opzionale)
COMBICUT viene fornita con spalle in struttura metallica, che non richiedono fondazioni e vengono semplicemente fissate a terra.
Disponibile anche nella versione con scambio automatico dei piani di lavoro 
Nella versione base
COMBICUT è dotata di piano di lavoro fisso, costituito da una vasca in acciaio dotata di lame “a consumo” per il sostegno della lastra in lavorazione.

COMBICUT è configurabile con un sistema (opzionale) di scambio automatico dei piani di lavoro, che consente di predisporre fuori macchina la lastra da tagliare, programmandone lo schema di taglio, mentre la macchina sta tagliando un’altra lastra e quindi di scambiare in automatico i due piani di lavoro, aumentando così la produttività.

Un robusto mandrino di taglio
Il mandrino di taglio, ben dimensionato, è dotato di inverter per la variazione continua della velocità di rotazione del disco, ed è dotato di tracciatore laser per visualizzare la direzione di taglio.


Disco diamantato girevole attorno al suo asse
Il mandrino di taglio ruota attorno al suo asse a ±190° con il vantaggio di una precisione e velocità di taglio ineguagliabili, e di un ingombro più ridotto della macchina.

Inclinazione motorizzata e programmata del disco diamantato
L’inclinazione del disco è automatica motorizzata e programmabile in ogni posizione da 0° a 90° per l’esecuzione di tagli inclinati sia in passata piena che ad incrementi.
 

Un sistema Waterjet di primario costruttore
Il sistema pompa Waterjet è di fornitura KMT/Waterjet Systems che fornirà anche direttamente al compratore/utilizzatore il servizio di garanzia a livello internazionale sul sistema di taglio Waterjet.

COMBICUT DJ/NC con testa di taglio Waterjet a 3 Assi
Nella versione base la COMBICUT è dotata di una testa di taglio Waterjet a 3 assi interpolati per l’esecuzione di tagli rettilinei e curvilinei.




COMBICUT DJ/NC con testa di taglio Waterjet a 5 Assi 
Su richiesta la COMBICUT viene fornita con la testa di taglio Waterjet a 5 assi interpolati per l’esecuzione dei tagli inclinati, necessari per esempio per il taglio delle velette a 45°. Asse C con rotazione continua e asse A con inclinazione di +/- 69°.
La testa è equipaggiata con una speciale funzione (ITC) per la compensazione automatica continua della conicità del getto. La testa è dotata di misuratore automatico dello spessore della lastra che permette di ottenere velette di misura precisa.

Facile da condurre 
COMBICUT è dotata di un’unità di governo a controllo numerico continuo (CNC) Siemens Sinumerik 840D SL dell’ultima generazione, a controllo digitale su architettura PC e un Personal Computer con processore Intel e sistema operativo Windows XP.
Il quadro comandi è orientabile, con tastiera e visualizzazione grafica sul monitor touch screen a colori e porta USB.

Una pulsantiera portatile, collegata via cavo alla consolle, duplica i comandi principali (gestione assi + volantino, arresto d’emergenza, ... ). In tal modo l’operatore può controllare da vicino, direttamente sul pezzo da lavorare, il corretto svolgimento di alcune operazioni particolarmente delicate.
La consolle è dotata di joystick per movimentare in modo intuitivo i vari assi di lavoro motorizzati.
Il software in dotazione base alla macchina permette:
- il disegno a bordo macchina dei pezzi da produrre con forme poligonali e curvilinee
- l’importazione dei pezzi da realizzare (anche con sagome curvilinee) in formato DXF;
- il posizionamento a video dei pezzi da realizzare su di una sagoma di forma rettangolare predefinita;
- la gestione automatica del taglio combinato “disco diamantato/Waterjet” in funzione dei pezzi da realizzare e alla loro posizione sulla lastra.

Software di ottimizzazione e gestione ordini
 
COMBICUT propone una disposizione dei pezzi da ritagliare sulla superficie della lastra in funzione degli ordini da evadere caricati a sistema, ottimizzando così in automatico lo sfruttamento della superficie.
Foto digitale a colori della lastra 
COMBICUT può essere fornita di sistema (opzionale) con fotocamera digitale per riprodurre l’immagine reale a colori della lastra da tagliare sul touch-screen del computer a bordo macchina, oppure su altro PC.
L’operatore con il mouse delimita i difetti della superficie ed il perimetro della lastra, e Combicut automaticamente inserisce al suo interno i pezzi da ritagliare ottimizzando lo sfruttamento della superficie.

Le operazioni di riproduzione digitale dell’immagine della lastra ancora da processare, di definizione dei difetti e del perimetro, e di ottimizzazione avvengono mentre la macchina sta lavorando la lastra precedente.

B E N E F I C I 
Una macchina al posto di due,
 - investimento ridotto

 - spazio ridotto

 - tempi di lavorazione ridotti
 - zero spostamenti dei pezzi che finiscono direttamente alla contornatrice per la finitura.
Solo 2 passaggi dalla lastra al pezzo finito!



Per ulteriori INFO e per acquistare la nuova COMBICUT scrivi a mail@breton.it
By-by
Sergio Prior 

venerdì 22 febbraio 2013

Breton, dalla pietra all’idrogeno 50 anni tra macchine e innovazione

Il leader nei centri di lavoro lancia la sfida nelle celle a combustibile.
E l’azienda tenta le archistar con il maxi-gres per grattacieli.

TREVISO — Il punto più avanzato, cinquant'anni dopo, è la produzione di un speciale biossido di titanio fluorurato, una polvere che da elettrolita promette di moltiplicare la resa di pile e celle a combustibile ad idrogeno, quelle per le auto elettriche o a idrogeno. Che non c'entra nulla, si dirà, con la storia di Breton, l'azienda di Castello di Godego, nel Trevigiano, che agli impianti per la lavorazione di marmo e granito ha aggiunto, dagli anni Settanta, quelli per la pietra composita, creando un settore industriale esploso in tutto il mondo, e i centri di lavoro ad alta velocità. E invece c'entra eccome, perché il nuovo sta nel Dna di questa azienda che compie nel 2013 i cinquant’anni e guida un gruppo con una proiezione di fatturato 2013 oltre i 170 milioni di euro, con 700 addetti in 4 siti produttivi in Veneto («Non abbiamo mai delocalizzato - dicono in azienda - confidando sempre nella professionalità degli italiani»), che ha investito negli ultimi 4 anni 58 milioni di euro per rinnovare stabilimenti e macchine, e il cui nome è l'abbreviazione delle due parole Brevetti Toncelli. Che è come dire: il nostro obiettivo non è far macchine e basta, ma proporre sempre qualcosa di nuovo. Un obiettivo dichiarato fin da subito dal cavaliere del lavoro Marcello Toncelli, padre dell'azienda. Se n'è andato dieci anni fa, ma il ricordo, in Breton, di lui che si aggira curioso, specie nel centro di ricerca, ad incitare e suggerire, è ben presente.

Una storia nella storia, la sua. Toscano di Piombino, finisce da piccolo in Trentino: il papà deve curarsi in montagna. Dopo la guerra, diventa ragioniere e trova lavoro a Bassano, dopo aver fatto anche il minatore in Belgio. Toncelli cerca la sua strada negli anni del boom. Si mette in proprio emonta parquet in legno e poi pavimenti in marmo. Ma le macchine per tagliarlo non ci sono. «Le farò io», dice. Cinquant'anni dopo quell'intuizione, siamo al biossido di titanio. «Ce l'hanno proposto per caso - spiega Luca Toncelli, presidente di
Breton, seconda generazione in azienda col fratello Dario -. Un cliente in Russia ci racconta di questo professore che fa questi studi che nessuno più finanzia. Ci lavoriamo da dieci anni con l’università di Padova: stiamo costruendo l’impianto pilota dopo aver brevettato il processo per produrre l'elettrolita». Ovvero il componente chimico che nelle celle a combustibile converte l'idrogeno in energia elettrica: quello di
Breton migliora enormemente la resa e non surriscalda. Potrebbe aprire la strada all’uso conveniente dell'idrogeno come fonte energetica.
«Fra due anni - spiega ancora Toncelli - saremo pronti. Nel senso che dovremo decidere se vendere il macchinario che fa l'elettrolita, se produrlo direttamente o realizzare celle a combustibile e batterie». Tutta un'altra strada rispetto a quella percorsa fin qui. Fatta di una leadership costruita negli anni nelle macchine, partendo da quelle per il taglio e la lavorazione di marmo e granito (35% dei ricavi), e che negli anni si è completata con i centri di lavoro ad alta velocità per materiali che vanno dall'acciaio, alle leghe leggere, ai compositi. Centri che hanno conquistato la Red Bull di Formula Uno, che ne ha acquistati quattro per fare gli stampi per costruire parti delle scocche, ma anche leader dell'auto come Toyota e Volkswagen, o il produttore di elicotteri americano Sikorsky, che li ha scelti per lavorare le parti finali delle eliche, fino alla Boeing, che li ha voluti per lavorare i portelloni in fibra di carbonio dei suoi aerei. Il cuore, nelle macchine, resta la pietra composita, la tecnologia brevettata che ha lanciato il nome Breton nel mondo. Dai lavelli per cucina ai pavimenti, ai rivestimenti per interno ed esterno, la pietra composita ha conquistato un suo spazio, partendo dagli scarti frantumati dalle cave di quarzo, legati da resine o cemento. Un percorso di evoluzione durato trent'anni, a partire dagli anni Settanta, con l'idea di creare un prodotto che restituisca la bellezza della pietra naturale.

Una ventina le aziende createsi in giro per il mondo, 60 impianti funzionanti che impiegano direttamente oltre seimila persone e con l'indotto oltre cinquantamila. E l'innovazione intorno alla pietra e ai rivestimenti non si ferma. Alla faccia della crisi,
Breton ha appena avviato su un terreno di centomila metri una nuova azienda a Vedelago, la Lapitec. Dove sfrutta direttamente l’ultimo grande impianto nato dalle proprie tecnologie, che crea maxi-lastre di pietra ceramica, 3,4 per 1,5 metri. L’idea è di sfruttare una soluzione eccezionale per i rivestimenti di grattacieli e grandi strutture pubbliche, ma anche per l’arredo, rivolgendosi direttamente ai grandi architetti (la soluzione ha già conquistato l’archistar Philip Starck). Un’occasione di sviluppo, anche, per i primi 25 addetti che vi hanno trovato lavoro in un momento di crisi durissimo: potrebbero ora salire fino a 150. E la sfida di Breton verso il nuovo continua
.  

Federico Nicoletti 
(dal Corriere del Veneto di Domenica 17 Febbraio 2013)
 

lunedì 18 febbraio 2013

Alcuni video delle nostre contornatrici

 
Buongiorno,
oggi vi voglio mostrare alcuni video delle nostre contornatrici a controllo numerico realizzati dai nostri Clienti.
Scrivete a mail@breton.it per ulteriori INFO.
By-by
Sergio Prior